Le protesi del gomito
Il gomito collega il braccio all'avambraccio ed è formato da tre ossa: l'omero, il radio e l'ulna. Ci permette di piegare e distendere il braccio e di ruotare l'avambraccio, per esempio per girare una chiave o voltare il palmo della mano.
Se il gomito è molto danneggiato da artrosi, artrite reumatoide, fratture complesse o esiti di traumi, possono comparire dolore persistente, rigidità o instabilità. Quando le altre terapie non bastano, si può valutare una protesi di gomito: un impianto artificiale che sostituisce la parte rovinata dell'articolazione, riduce il dolore e aiuta a recuperare la funzione.
Esistono tre tipi principali di protesi di gomito. La scelta dipende da quale parte dell'articolazione è danneggiata.
Protesi totale di gomito
Che cos'è la protesi totale di gomito
La protesi totale sostituisce entrambe le superfici principali del gomito: la parte inferiore dell'omero e quella superiore dell'ulna. Le due componenti sono unite da un meccanismo simile a una cerniera, che permette di piegare e distendere il braccio.
Quando si usa
1) Artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie delle articolazioni
2) Artrosi del gomito in fase avanzata, anche dopo un trauma
3) Fratture molto complesse dell'omero distale nel paziente anziano, quando l'osso non si può ricostruire
4) Fratture non guarite o gomiti gravemente instabili
Cosa aspettarsi dopo l'intervento
Di solito la protesi totale di gomito riduce molto il dolore e restituisce un buon movimento per le attività quotidiane. Bisogna però rispettare dei limiti permanenti sui carichi: in genere si consiglia di non sollevare in modo ripetuto pesi superiori a 2-3 kg e di non sollevare mai oggetti più pesanti di circa 5 kg con il braccio operato. In questo modo l'impianto dura più a lungo.
Endoprotesi dell'omero distale (emiartroplastica)
Che cos'è l'endoprotesi dell'omero distale
L'endoprotesi sostituisce solo la parte inferiore dell'omero. Le superfici dell'ulna e del radio restano quelle naturali. Per questo si chiama anche emiartroplastica di gomito, cioè sostituzione di metà articolazione.
Quando si usa
1) Fratture complesse dell'omero distale che non si possono riparare con placche e viti, se ulna e radio sono sani
2) Pazienti attivi, a volte più giovani di quelli candidati alla protesi totale
3) Legamenti in buone condizioni o ricostruibili, perché la stabilità del gomito dipende anche da loro
Cosa aspettarsi dopo l'intervento
Poiché si conservano le superfici naturali dell'avambraccio, l'endoprotesi può permettere un uso del braccio meno limitato rispetto alla protesi totale. È comunque importante evitare sforzi eccessivi. Con il tempo la cartilagine rimasta può consumarsi, quindi servono controlli periodici.
Protesi del capitello radiale
Che cos'è la protesi del capitello radiale
Il capitello radiale è la piccola estremità a forma di disco del radio, vicino al gomito. Aiuta a ruotare l'avambraccio e a mantenere il gomito stabile. La protesi del capitello radiale sostituisce solo questa parte e lascia intatto il resto dell'articolazione.
Quando si usa
1) Fratture del capitello radiale in molti frammenti e non riparabili
2) Fratture associate a lussazione del gomito o a lesioni dei legamenti, quando il capitello radiale serve a mantenere il gomito stabile
3) Più raramente, esiti di vecchie fratture o artrosi limitata a questa zona
Cosa aspettarsi dopo l'intervento
È un intervento più limitato rispetto agli altri due e si esegue spesso in pazienti giovani e attivi dopo un trauma. Nella maggior parte dei casi permette di recuperare un buon movimento e di tornare alle normali attività, compresi il lavoro e spesso lo sport, secondo le indicazioni del chirurgo.
Riabilitazione dopo la protesi di gomito
Il risultato della protesi dipende molto dalla riabilitazione. Nelle settimane dopo l'intervento il fisioterapista guida il paziente con esercizi specifici per recuperare a poco a poco il movimento e la forza. I controlli periodici con il chirurgo, anche con radiografie, servono a verificare che l'impianto funzioni bene nel tempo.
Rischi e complicanze
Come ogni intervento chirurgico, anche la protesi di gomito può avere dei rischi, per esempio infezione, rigidità, irritazione del nervo ulnare, usura o mobilizzazione dell'impianto.
Domande frequenti sulla protesi di gomito
Quanto dura una protesi di gomito?
Dipende dal tipo di impianto, dall'età e da come si usa il braccio. Rispettare i limiti di carico e fare i controlli periodici aiuta a farla durare più a lungo.
L'intervento è doloroso?
Il dolore dopo l'intervento viene controllato con farmaci specifici. Di solito il dolore che c'era prima dell'operazione si riduce molto.
Quando si torna alle attività quotidiane?
I tempi cambiano da paziente a paziente e in base al tipo di protesi. Molte attività leggere si riprendono in alcune settimane, seguendo il programma di riabilitazione.
Si può fare sport con una protesi di gomito?
Con la protesi del capitello radiale spesso sì. Con la protesi totale sono sconsigliati gli sport di forza o di impatto. Ogni caso va valutato con il chirurgo.
Quale protesi di gomito è adatta a me?
Ogni paziente è diverso. La scelta dipende dall'età, dalle attività quotidiane, dalla qualità dell'osso e dal tipo di danno. Per capire qual è la soluzione migliore per il proprio caso serve una visita specialistica con un chirurgo esperto nella patologia del gomito.
Questo testo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere del medico.