Approfondimenti su Gomito e Spalla

Infiltrazioni ed epicondilite

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Infiltrazioni ed epicondilite

Infiltrazioni ed epicondilite: cosa c'è da sapere.

L’epicondilite, conosciuta anche come “gomito del tennista”, provoca dolore nella parte esterna del gomito, soprattutto quando si afferrano oggetti o si usano polso e avambraccio. Il problema riguarda i tendini e non è una semplice infiammazione: per questo, ridurre il dolore non significa necessariamente risolverne la causa

Infiltrazioni di cortisone

Le infiltrazioni di cortisone non sono raccomandate per l’epicondilite dalle linee guida della British Elbow and Shoulder Society (BESS). Possono alleviare il dolore nelle prime settimane, ma il beneficio tende a non durare e i risultati nel tempo possono essere peggiori rispetto al placebo, cioè a un’iniezione senza farmaco attivo. Il sollievo immediato, quindi, non equivale a una guarigione duratura.

E' stato inoltre osservato che i pazienti sottoposti a iniezioni di cortisone per l'epicondilite hanno un maggiore rischio di ricorrere alla chirurgia.

PRP e acido ialuronico: funzionano?

Il PRP è un preparato ottenuto dal sangue del paziente, ricco di piastrine. Viene proposto per favorire la riparazione dei tendini, ma nell’epicondilite le prove disponibili non dimostrano un beneficio certo rispetto al placebo. Non va quindi presentato come una cura capace di garantire la rigenerazione del tendine.

Anche le infiltrazioni di acido ialuronico hanno mostrato risultati favorevoli in alcuni studi, con una possibile riduzione del dolore e un miglioramento nell’uso del braccio. Tuttavia, la qualità e l’uniformità delle ricerche non sono ancora sufficienti per stabilirne con certezza l’efficacia.

La distinzione è importante: il cortisone è sconsigliato per gli esiti nel tempo; per PRP e acido ialuronico, invece, mancano prove solide di un beneficio certo.

Quale percorso seguire?

La gestione dell’epicondilite parte da una diagnosi corretta, dall’adattamento delle attività dolorose e da esercizi personalizzati, aumentando gradualmente gli sforzi richiesti al tendine. Il recupero può richiedere mesi e può avere un andamento altalenante. Un’eventuale infiltrazione va valutata e discussa con il medico, considerando benefici, limiti e alternative, senza cercare soltanto un sollievo rapido.

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